11/07/2006

Se duecento NO vi sembran pochi...noi continueremo

Vi porto a conoscenza di un appello che ho lanciato il 28 giugno scorso
e che ha raggiunto già duecento firme. Il primo obiettivo è il 17
luglio, ma lo stesso appello continuerà fino a quando non verranno
ritirate tutte le truppe dall'Afghanistan e quando nemmeno più un soldo
verrà versato per ISAF ed Enduring Freedom.
Ettore Lomaglio Silvestri



LETTERA APPELLO AI PARLAMENTARI DELL'UNIONE: VIA DALL'AFGHANISTAN


Vorremmo, se ci consentite, dire la nostra sulla questione Afghanistan.
La pace è spesso stata considerata un valore, quindi un fine, un
qualcosa da raggiungere, e per cui qualsiasi mezzo è consentito. Per
questo motivo esiste, nel campo militare, il motto "si vis pacem para
bellum", ossia "se vuoi la pace prepara la guerra", considerando la
guerra come deterrente e quindi come mezzo per raggiungere una pace. Per
Gandhi e per tutti i veri pacifisti, tra cui ci sono anche io, la pace è
un principio, ossia un metodo di vita, un modo di essere che
naturalmente porta alla pace. Quindi vale il principio "si vis pacem,
para pacem", se vuoi la pace prepara la pace. Si dice anche che si è in
guerra non solo quando la guerra è in atto, ma anche quando la guerra è
in potenza, ossia quando si lavora per prepararsi alla guerra. Per
questo motivo noi viviamo in uno stato di perenne guerra, in quanto
determinate ed istituzionalizzate parti dei nostri popoli sono
addestrate per andare in guerra. Ponendo dette premesse e per
sintetizzare, posto come dovuto ed indiscutibile il ritiro delle nostre
truppe dall'Iraq, teatro di guerra che non ci appartiene, oggi si
discute se bisogna continuare a permanere in Afghanistan. Si giustifica
tale presenza come necessaria ponendo la questione che gli afghani hanno
bisogno del nostro aiuto non militarmente ma civilmente. Ma questo non
comporta assolutamente la presenza dell'esercito in Afghanistan. Come
dice Gino Strada, se gli afghani hanno bisogno di ospedali, perché
mandargli carri armati? Allora, invece di mandare militari, mandiamo
personale civile, medico, infermieristico, strutture mediche, esperti
politici o quant'altro, ma non militari in armi. A questo punto sentiamo
il dovere morale e il diritto civile di chiedere a chi abbiamo eletto a
rappresentarci al Parlamento e che è pacifista per principio, di non
votare il rifinanziamento della missione in Afghanistan, ma a porre le
basi per un finanziamento o un sostegno a quelle missioni civili già
presenti, come appunto quella di Emergency.


  IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE
1)Ettore Lomaglio Silvestri - promotore
2)Norma Bertullacelli
3) Massimo Dalla Giovanna
4) Comitato per la pace "Rachel Corrie"
5) Social Forum Valpolcevera
6) Maria Teresa Morresi
7) Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia
8) Piero Cannistraci
9) Serena Pisano
10) Associazione Regionale Lazio per la lotta contro le illegalità e le
mafie  "Antonino Caponnetto" 11) Elena ROMA CIRCOLO L. CIMINELLI P.R.C.
Amendolara
12) Ivano Dalla Giovanna - Genova
13) Fabio Eboli
14) Albino Garuti
15) Fabrizio Fiorilli
16) Andrea Manganaro
17) Matteo Lotario (?)
18) Sergio Ruggirei
19) Rossana Montecchiani
20) Giacomo Alessandrini
21) Stefania Volonghi
22) Roberto Stoppini
23) Francesca Piemonte
24) Roberto Barison
25) Vincenzo Caldarola
26) Antonia Valeria (?)
27) Alfonso Navarra - Lega per il disarmo unilaterale
28) Marco Rivarolo
29) Silvia Nerini
30) Paolo Ivaldi
31) Lucia Altemura
32) Clara F. (?)
33) Tiziana Leoni
34) Rita Filippo
35) Martina Zampieri
36) Gennaro Variale
37) Luca Galvani
38) Simona Pinna
39) Claudia Di Tommaso
40) Giovanni Intini
41) Franco Fuselli
42) Marina Criscuoli
43) Carla Dalla Pozza
44) Marisa Cesarano
45) Giorgia (?)
46) Doriana Goracci - Donne in Nero Tuscia
47) Ezio Scavazzini - segretario ANPI sezione di Lainate
48) Caterina Morgantini
49) Vincenzo Carnazzo
50) Antonietta Ermacora
51) Dante Bedini - Treviso
52) Agnese Ginocchio - cantautrice per la Pace
53) Roberto Ferrario - http://bellaciao.org/it
54) Anna Lise Nicolodi
55) Stefano Polo
56) Daniele Aprile
57) Elena Cavallone
58) Andrea Caminati
59) Vittorio Paolo Fasciani
60) Gianna Tirondola - Padova
61) Gianfranco D'Angelosante
62) Virginia Agliata
63) Norma Naim - Centro Studi Educazione alla Pace
64) Luca Sardi
65) Barbara Pianta Lopis
66) Tullio Cipriano
67) Maria Nicolina Papa
68) Matteo Mosna
69) Alberto Sipione
70) Franca Maria Bagnoli
71) Hermann Barbieri
72) Giancarlo Nonis
73) Nadia De Luzio
74) Maria Nina Posadinu
75) Paola Manduca
76) Luigi Fusco
77) Antonella Mangia - Coordinamento salentino contro la guerra
78) Ettore Zerbino
79) Maria Luce Graziadei
80) Rosa Pia Bonomi
81) Comitato Claudio Miccoli
82) Massimo Petrucci
83) Nella Ginatempo - Bastaguerra
84) Lidia Maria Cirillo
85) Antonella Sapio
86) Pino De Stasio Consigliere P.R.C. seconda Municipalita' NAPOLI   87)
Tesfai Selamawit
88) Giuseppina Catalano
89) Gianfausto De Dominicis
90) Vania Santolini
91) Roberto Pinzi
92) Gianni D'Errico
93) Giorgio Vinciguerra
94) Giuseppe Reitano
95) Elena Van Westerhout
96) Mario di Francesco
97) Elisabetta Romanelli
98) Flavio Minisini
99) Sara Nutricato
100) Maria Nicoletti
101) Paola Cirio
102) Pino Parisi - Centro Italiano Aiuti all'Infanzia
103) Chiara Parisi - Centro Italiano Aiuti all'Infanzia
104) Claudia Tessaro
105) Antonella Raddi
106) Fulvia Candeloro
107) Agnese Fiducia
108) Marco Righi
109) Ugo Beiso
110) Comitato Attac Firenze
111) Marino Tambuscio
112) Ornella Morez
113) Adriana De Mitri
114) Paolo Fierro
115) Flavio Mobilia
116) Franco Casagrande
117) Massimiliano Bazzana
118) Massimo Marco Rossi
119) Francesco Cannizzaro
120) Paola Schiavon
121) Umberta Biasoli
122) Giorgio Morelli
123) Maria Antonietta Rossi
124) Olivia Pastorelli
125) Mauro Castagnaro
126) Eugenia Regis
127) Guido Ratti
128) Giusy Cuccia
129) Valentina Franchi
130) Noemi di Leonardo
131) Paola Merlo
132) Marco Zerbino
133) Isa Brunetti
134) Marco Staffoli
135) Bastaguerra
136) Gabriella Bianchi
137) Andrea Montagner
138) Lucia De Faveri
139) Marco Zanatta
140) Alma Re Fraschini
141) Ivan Rossi
142) Michela Pitturi
143) Gianni Trez
144) Michele Citoni
145) Valentina Signorile
146) Luigi Pirelli
147) Francesco Mason
148) Mirko Mazzetto
149) Remo Caretti
150) Roberto Feletto
151) Riccardo Carraio
152) Fabio Gatto
153) Adelise Midolli
154) Miriam Silvestri
155) Michele Quaini
156) Fulvio Boccardo
157) Loris Donazzon
158) Elisabetta Gueli
159) Pasquale di Lalla
160) Adriano Battisti
161) Margherita Granero
162) Carmine Esposito - Coordinamento Tacciano le Armi
163) Antonio Oliati
164) Giovanni Marchi
165) Luca Vannetiello
166) Mattia Sciarrotta
167) Giacomo Piccioni
168) Angela Andruccioli
169) Lucio Cozzolino
170) Elena Mazzarano
171) Massimo Paghi
172) Maria Grazia Saracco
173) Gaetano Velotto
174) Giovanna Guandalini
175) Roberto Vassallo
176) Liliana Armocida
177) Giovanni Pasella
178) Antonio Pisano
179) Silvia Nardi
180) Enza Longo
181) Carla G. Razzano
182) Alessandra Martiniello
183) Agnese Palma
184) Rino Sanna
185) Valeria Tuv
186) Emergency - Gruppo di Pessano con Bornago (MI)
187) Mariangela Mozzone
188) Alice Bonavida
189) Fabrizio Bianchi
190) Dario Mariani
191) Beppe Orlandi
192) Cinzia Martini
193) Giuseppe Puleo
194) Simone Mestroni
195) David Gianetti
196) Edvino Ugolini
197) Anna Polo - Partito Umanista
198) Partito Umanista
199) Stefano Cera
200) Gian Luigi Bettoli - Spilimbergo (PN)

--
IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE

Per sottoscrivere la petizione:
http://www.petitionspot.com/p etitions/outAfghanistan

31/05/2006

Cuffaro ed Aiello

A decidere deve essere la REgione. E in Sicilia il governatore è Cuffaro.
Salvatore Cuffaro nasce il 21 febbraio del 1958 a Raffadali, paese di quattordicimila abitanti sulle colline dell'entroterra agrigentino. Un paese che agli invasori arabi deve il nome (Rahl-Afdal, ovvero "villaggio eccellentissimo") e un'epoca di prosperità commerciale e culturale, intorno all'anno Mille. Ora il "villaggio eccellentissimo" a quindici chilometri dalla Valle dei Templi è uno di quei paesotti come ce ne sono a centinaia in quest'isola. Qui sono nati Cesare Sessa, comunista della prima ora e fiero avversario di Mussolini, e Melchiorre Cirami, collega di Totò nell'UDC e mansueto senatore balzato agli onori delle cronache per quella legge fatta su misura degli imputati Berlusconi e Previti.
Senza ombra di dubbio il cittadino più illustre è proprio lui, Totò detto Vasa Vasa, Bacia Bacia, il politico esuberante che avrebbe il primato mondiale di esseri umani baciati, se solo un titolo del genere esistesse.
La sua filosofia è che un politico deve stare in mezzo alla gente, ascoltare tutti, prendersi cura anche di ogni piccolo problema. In Sicilia è una filosofia vincente: nel 2001, alle prime elezioni regionali dove il governatore è eletto direttamente, Totò ha raccolto il consenso di sei siciliani su dieci.
Cresciuto a pane e DC, deputato regionale dal 1991, Totò è stato il delfino dell'ex ministro Calogero Mannino e un assessore buono per tutte le stagioni, quelle di destra come quelle di sinistra: all'Agricoltura è rimasto per un'intera legislatura, superando indenne cinque cambi di governo e tre di maggioranza. Un record.
Oggi è vicesegretario dell'UDC di Pier Ferdinando Casini e Rocco Buttiglione, ed è l'uomo attorno al quale si decidono le prossime elezioni regionali. Nel processo a Michele Aiello, invece, fa compagnia a un'altra dozzina di imputati: la sua accusa è favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra.
Si racconta che Totò Vasa Vasa incontri gli uomini più fidati a inizio giornata e parli con loro anche in bagno, mentre si fa la barba. Ma sono davvero pochi quelli che hanno il privilegio di essere ricevuti a casa del governatore alle otto del mattino. Tra gli eletti, fino al giorno dell'arresto, c'era anche l'ingegnere Aiello.
Piero Grasso, il procuratore capo, lo sa bene. Ma nell'interrogatorio vuole approfondire la questione:
- Quando lei ha conosciuto Aiello, di che cosa si occupava? Che cosa faceva?
- Aiello allora non si occupava di sanità. Si occupava, credo, di cantieri, strade interpoderali.
- Ma rientravano nella sua competenza di assessore all'agricoltura e foreste le strade interpoderali?
- Gli assessori che mi avevano preceduto avevano fatto una graduatoria e non c'era nessuna discrezionalità nello scegliere le strade. Si prendevano le prime cinque strade interpoderali che erano in graduatoria e quelle venivano finanziate.
- Ma poi le faceva l'impresa Aiello queste strade interpoderali!
- Questo noi non potevamo saperlo. L'assessorato regionale finanziava le associazioni interpoderali. E le associazioni decidevano autonomamente a chi affidare il lavoro.
- Lei conosceva il padre di Aiello?
- Me ne parlava il figlio. Uno dei motivi che lui adduceva al suo nuovo interesse nella sanità era che il padre era morto per un tumore
.


E' il nove febbraio del 2004. Cuffaro è in Procura per la seconda volta: per lui quello legato alla vicenda di Aiello è il secondo avviso di garanzia. Sette mesi prima, in una calda giornata di inizio estate, gli avevano comunicato che era indagato per concorso in associazione mafiosa. "NOn ho dormito e ho pregato tutta la notte. Non solo non mi vergogno a dirlo, ma ne sono fiero. E oggi sono più sereno." aveva dichiarato al Corriere della SEra.
Certamente un pò teso lo è, ma i sorrisi e la fiducia non mancano. In fondo per tutto questo tempo non è mai stato costretto a parlare di dimissioni e la solidarietà della gente è rimasta immutata.
E così per la seconda volta Cuffaro siede davanti alle stesse persone. Conosce già le loro facce, le loro voci, il loro modo di fare le domande. Le aule di giustizia sembrano tutte uguali. Oggi, comunque, fa molto meno caldo e i ventilatori non servono.
- Dobbiamo chiarire una vicenda che riguarda una società.
- Ah, finalmente! - esclama Cuffaro, che spiega - Questo mi farebbe piacere! Mi sono voluto informare anche con mia moglie. Non mi sarebbe dispiaciuto, onestamente, che lei fosse socio di uno che fattura cento miliardi. Sto scherzando....

Il procuratore Giuseppe Pignatone si inserisce con lieve sarcasmo.
- Ma allora forse ne fatturava meno.
- Di meno, va bene. Comunque assieme a Mimmo Micheli avevamo comprato una società (non mi ricordò se nel '96 o nel '97), una società che era di proprietà di un ginecologo. Adesso ricorderò il nome. A 'stu minuto non mi viene. Comunque chiddu che faceva parti in provetta.
- Sarebbe, mi scusi, il laboratorio Ria Diagnostica Ormonale srl?
- Esattamente, esattamente. ERa di proprietà di questo qui. ERa in passivo e ce l'aveva venduta. I soci erano cinque o sei, non mi ricordo più. Tutti medici. Mia moglie avrà avuto un venti per cento. E c'era anche Mimmo Miceli. Dopo un anno e mezzo, forse due, produceva solo debiti. Per cui abbiamo deciso di disfarcene, di venderla; e questa società è stata venduta a una delle società di Aiello. Aiello entra nella società e un minuto dopo escono tutti gli altri.


IL magistrato Paci insiste:
- Aiello rileva le quote di qualcuno?
- Rileva tutte le quote. E' stato imprudente da parte del dottor MOntalbano dire che mia moglie è socia di Aiello, perché questo mi ha procurato un grave danno politico all'immagine. Le cose sono andate così: Aiello è entrato, è stato stipulato un doppio atto, e dieci minuti dopo è uscito. Immagino che il dottor MOntalbano li avesse entrambi gli atti a disposizione. Ho il dovere di dire che è stato imprudente, il dottore Montalbano. Io credo di aver dimostrato uno straordinario rispetto per la magistratura.


L'avvocato di Cuffaro, Grazia Volo, vorrebbe uno stile più asciutto, più fattuale.
- Vabbè, è inutile dirlo a loro...
- Fammi sfogare! Lo sai quanto ha sofferto mia moglie per questa vicenda! Fammelo dire, almeno, no?! Grazziuzza, mia moglie, su questa vicenda è andata su Repubblica cu' scritto "Le donne di mafia"!


Ma l'avvocato continua a non essere d'accordo.
- Su questo il dottore Grasso non può fare niente.
- Eh! Io lo so che non può fare niente ma io mi devo anche sfogare.


Il capo della Procura, Piero Grasso, invece ha fretta di recuperare il filo.
- Va bene. Veniamo ai fatti.

E Pignatone entra nel merito:
- Chi ha condotto la trattativa con Aiello?
- Il dottore Picciotto e il dottore Miceli. Mia moglie non se n'è occupata proprio! E' andata solo dal notaio per la questione della cessione delle quote.


Il sostituto procuratore Nino Di Matteo incalza:
- Perché il dottore Picciotto e il dottore MIceli?
- Perché erano loro che seguivano la società Laboratorio RIA. Io non me ne sono mai occupato. Sapevo che stavano vendendo, sia ben chiaro, non è che voglio dire che non lo sapevo.
- Le risulta che conoscessero già Aiello?
- Questo non lo so, dottor Di Matteo. Probabile. Ma l'ingegnere Aiello aveva messo in piedi la struttura sanitaria più all'avanguardia dell'isola. Se uno aveva bisogno di fare una tac spirale non andava in un ospedale pubblico, che non ce l'ha. Andava in una struttura dell'ingegnere Aiello. Che cosa stesse facendo l'ingegnere Aiello lo sapeva tutta la Sicilia. Lo sapeva tutta l'Italia! Perché i suoi consulenti sono i più grandi professionisti della radioterapia nazionale. Quindi uno che sta nella sanità come Miceli, come Picciotto o come me... Volete che non sappiamo cos'era la struttura di Aiello? Io poi, particolarmente, non nascondo di averla vista crescere questa struttura. NOn voglio nascondere i miei rapporti con Aiello.
- Senta presidente, i rapporti con Aiello che frequenza avevano? E sopratutto che scopo avevano?
- Mi sono occupato di sanità quasi sempre. Ho parlato spesso con lui di vicende assolutamente legali. Per me era un imprenditore che sulla sanità stava facendo un lavoro importante dal punto di vista delle strutture sanitarie. Per cui l'ho incontrato spesso e ci andavo spesso nella sua struttura; una struttura che consente ai siciliani di fare la terapia stereotassica, l'unica in Italia che fa questo tipo di esame. Il primario è un mio collega di corso, ha studiato e lavorato con me al policlinico. Tra l'altro sono radiologo; e la radiologia è la branca dove l'ingegnere Aiello aveva investito.
----------------------------- ------------------------------ - ---

Vi invito ovviamente ad acquistare il libro.
Voglio però porgere una domanda al presidente Cuffaro.
Come giustifica il fatto che il presidente di una REgione mentre decanta di aver fortemente incrementato la spesa pubblica per la sanità, allo stesso tempo elogia una struttura privata? non sarebbe stato meglio finanziare gli ospedali pubblici siciliani che sono invece fatiscenti?
Una piccola constatazione, inoltre.
Se l'ingegner Aiello avesse deciso di darsi alla sanità privata perché ispirato dalla figura del padre morto di tumore, avrebbe creato una struttura oncologica e non radiologica...ma questa è la stessa branca del dottor Cuffaro.
Grazie....
--
Ettore Lomaglio Silvestri
Presidente
Promotore del Comitato WEB Uniti per Rita Borsellino
Promotore del Comitato "Una strada per Peppino Impastato"
Iscritto all'Associazione Libertà e Giustizia
Fondatore del Comitato bergamasco Salviamo la Costituzione

30/05/2006

Dal sito di Totò Cuffaro: lui ci diffida???

AVVISO AI DIFFAMATORI

Chiunque abbia divulgato notizie diffamatorie nei confronti dell'on.Cuffaro a mezzo internet, è diffidato a rimuoverle dal proprio sito web. Ricorrendo infatti gli estremi di reato, i colpevoli saranno perseguiti in via giudiziaria, tanto sul piano penale quanto su quello civile per il risarcimento dei danni.
In tale direzione, la rete internet è sottoposta ad un attento monitoraggio e sono già state avviate le prime denunce, sia nei confronti dei titolari dei domini, sia nei confronti dei rispettivi internet-provider responsabili in solido.
Le somme recuperate saranno integralmente devolute in favore delle famiglie delle vittime di mafia e di altre opere di utilità sociale e caritativa.


SKY ITALIA NON TRASMETTERA' "LA MAFIA E' BIANCA"

A seguito della diffida con atto extragiudiziale notificata a SKY ITALIA dall'avv. Salvatore Ferrara, legale dell'on.Cuffaro, non sarà trasmesso il video "La Mafia è bianca" realizzato da RCS, calunnioso e denigratorio nei riguardi del Presidente Cuffaro.


1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo